Torano, conserva quasi intatto il suo passato architettonico di borgo medievale, caratterizzato ancora oggi dall’emergenza imponente e dominante della Torre che spicca dalla collina che suddivide in due il paese: la Piazza e la Villa. Le prime notizie sul castello risalgono agli inizi del XII secolo, quando un certo Annolino, figlio del defunto Oderisio, cedette, nel settembre del 1113, la sua quota di consignoria castrense, corrispondente ad un terzo, al vescovo di Rieti Beneincasa. L’episcopio reatino perse, però, rapidamente la sua porzione di Torano, posto a guardia di una importante via di comunicazione tra Roma, le aree interne dell’Appennino e l’Adriatico. Sotto gli Angioni, Torano fu donato nel 1271 a Pietro de Insula; l’anno dopo, però, con una permuta, fu devoluto alla curia regia.Il castello passò poi a Gentile di Amiterno, che lo deteneva ancora nel 1361. Ne divennero poi signori i Camponeschi, potente famiglia aquilana, ma nel 1358, devoluto alla curia regia per la ribellione di Lalle Camponeschi, fu concesso da Filippo, principe di Taranto, a Orsone Orsini. I Camponeschi tornarono nuovamente in possesso del castello, facendone la loro base per contrastare l’egemonia dei Pretatti, costituita da tempo nell’area. Il confronto decisivo si ebbe il 15 luglio del 1381 presso Torano quando si affrontarono i due schieramenti.Francescantonio Pretatti ebbe la peggio e, ferito tre volte, fu catturato. Immediatamente condotto a L’Aquila fu processato e giustiziato e con la sua morte si estinse anche l’intera casata. Passato ai da Poppleto, agli inizi del Quattrocento, fu poi venduto agli Orsini. Divenuto proprietà dei Colonna, nel 1520 il feudo toranese fu concesso da Fabrizio, al cavaliere romano Pietro Caffarelli, la cui famiglia in seguito ne cedette una quota ai Rota. Dell’antico castello di Torano, il cui stemma era un toro in campo azzurro, resta solo la rinomata Torre del XIV secolo a causa del forte terremoto del 1915 che distrusse parte del Cicolano (RI) e gran parte della Marsica (AQ). La pianta quadrata della torre, simile nella struttura a quelle francesi di tipo militare, è alta circa 30 metri ed ha sul lato ovest un portale d’ingresso in stile gotico, raggiungibile all’epoca, da un ponte levatoio. L’accesso al castello era garantito da una porta a due archi, su uno dei quali è ancora visibile un affresco raffigurante il martirio di Santa Barbara. Attraversando stradine strette interrotte da suggestivi vicoli si giunge ad una cordonata che conduce al sontuoso portale della chiesa di San Pietro, del XV secolo. Il portale strombato che si apre, non sulla facciata, ma sulla parete laterale della chiesa, è decorato da colonnine a fusto liscio e tortile. Sull’architrave è posto un agnello crocifero, simbolo di Cristo risorto e un’iscrizione che ci permette di datarlo al 1462 e di attribuire l’affresco della lunetta, raffigurante la Madonna con Bambino, tra San Pietro e San Martino, a Tommaso da Biasca. La parte superiore del portale si chiude con una serie di archi a sesto acuto, utilizzati nell’arte gotica, per accentuare il senso di elevazione. Posta a nord del paese è l'antichissima chiesa di San Martino, citata nelle fonti fin dall’XI secolo e caratterizzata anch’essa dallo stile gotico-abruzzese. Della chiesa originaria ci restano solo i muri perimetrali, il campanile gotico a cuspide e le arcate interne. La facciata ha una finestra circolare sopra al vano d’ingresso, mentre l’interno è diviso in tre navate da archi ogivali. Un recente intervento di restauro ha permesso il consolidamento delle strutture portanti, compresa la torre campanaria e il rifacimento del tetto con una copertura a capriate. Sono esposte al Museo Civico di Rieti due preziose statue, rappresentanti la Madonna con il Bambino, di proprietà della chiesa: una è del 1300, intagliata e dipinta, l’altra è del 1400, di uno scultore abruzzese, in terracotta policroma. Nelle vicinanze della chiesa sorgeva anche un ospedale, dedicato a San Martino, che aveva il compito di curare gli infermi, ospitare e rifocillare i pellegrini e i bisognosi; dell’edificio, abbandonato nel 1600, purtroppo non resta più nulla. Non lontano da Torano è stato individuato l’importante sito archeologico di Nembe, che ha restituito parti di antichi edifici ed epigrafi dedicate a divinità romane. Feste: 14-15-16 Agosto L’Assunzione; 10-11 Settembre S.Nicola patrono di Torano